Luigi Marrocchi

Luigi Marrocchi a Trieste

Luigi Marrocchi a Trieste

Salve a tutti!
Già nel 2008 con Agorart avevo intuito che quella di via Santa Giustina 11 era la sede che mi avrebbe permesso di concretizzare il mio piccolo grande sogno: realizzarmi come artista e pittore, e aiutare gli altri a fare lo stesso.

L’attività della Bottega dell’immagine Trieste, nel suo primo anno di esistenza dal 2010, mi ha dimostrato che la mia è un buona idea, e che quella di via Santa Giustina è la giusta sede per realizzarla. Le potenzialità sono tante, e so di potercela fare, le idee non mancano.

Vorrei che Bottega dell’immagine Trieste fosse un punto di riferimento per tutti coloro che nel rione, e non solo, hanno interesse o predisposizione all’arte e al bello fatto bene.

Luigi Marrocchi
Agosto 2011 

Chi?
Luigi Marrocchi, classe 1962. Nasce ad Accumoli, oggi piccolo paese arroccato a quota 800m nell’Appennino, proprio dove la romanità sfuma nei vapori dell’Adriatico che risalgono il Piceno lungo la Salaria, dove l’Umbria rurale più meridionale dei Monti Sibillini, quasi toccando l’Abruzzo dei Monti della Laga, ricalca l’antica demarcazione fra Regno delle due Sicilie e Stato della Chiesa. Un incrocio magico, si potrebbe dire parafrasando una celebre reclame dei miei tempi, di quelli che lasciano tracce profonde in chi ha la fortuna di saper cogliere i segni della natura e gli insegnamenti tramandati dai più anziani.

Marrocchi è un artista prima ancora che un pittore proprio perchè ha ancora dentro di sè quell’ottocentesca capacità di tutto risolvere usando con saggezza le proprie mani e tutto quello che la natura ci offre. Gli insegnamenti rubati con gli occhi ai nonni di Norcia continuano ancor oggi a guidarlo nel suo viaggio nel tempo. Una vita iniziata nell’antica ruralità degli anni sessanta che ha preceduto il tardivo boom economico delle aree più interne d’Italia, dove una tosse canina poteva essere curata portando il proprio figlio a respirare vicino ad un determinato torrente, dove il silenzio del bosco o gli occhi di una mucca raccontavano storie immutabili e gloriose, dove il fantasma del prete schiacciato lungo un sentiero da una frana nel ‘700 continuava a far sentire i propri gemiti a chi li sapeva ascoltare. Marrocchi ha affinato così la propria sensibilità, ed ha imparato ad andare oltre al visto nel guardare ed oltre al sentito nell’ascoltare.

Per noi Triestini, che abbiamo negli occhi e nel naso il Carso e le Dolomiti delle vacanze, conoscere la “zona magica” di Accumoli è una vera esperienza, un viaggio in un mondo che non è Friuli, non è Alto Adige, non è Slovenia: è Italia, di quella più autentica, con i suoi pregi e i suoi difetti, e proprio per questo richiede un discreto sforzo interpretativo. Ad essere sincero, ci ho messo anch’io un po’ di tempo per entrare in sintonia con questo pianeta bellissimo e contraddittorio, che stenti ad apprezzare perchè ti rendi conto che quello che tu ammiri di quei posti è proprio quello che oggi gli abitanti di quei posti rifuggono sopra ogni cosa: la saggezza del lavoro della terra, vera loro ricchezza inesauribile.

Marrocchi sbarca a Trieste assai recentemente, dopo diversi trasferimenti tra Romagna e Veneto, e deve fare un certo sforzo per capirne la famosa “scontrosa grazia”. Cocciuto montanaro, sempre insoddisfatto ed autocritico, teme in un primo momento di mostrare la propria pittura di autodidatta in città, non ostante gli incitamenti, talvolta anche autorevoli. Ma come suo padre sentiva con sicurezza la vena d’acqua nascosta sotto terra, così oggi Marrocchi propone a Trieste la propria pittura, frutto di un continuo percorso di evoluzione ed arricchimento tecnico e pittorico, sicuro non di aver centrato il gusto di una città certamente sofisticata, ma di aver invece captato e decriptato finalmente anche qui quel messaggio universale che il movimento del mare, il rumore del vento ed il silenzio del sole che tramonta dietro alle Alpi lontane danno a chi di noi ha il cuore di andare a vedere il tramonto in Molo Audace. Il Molo Audace, ma anche l’altura di Servola, o la riviera di Muggia, o la Costiera sono posti dell’anima così come per Marrocchi lo è un bosco di querce e castagni lungo un crinale. Solo che, mentre noi in un bosco ci perdiamo e basta, lui il nostro cielo lo ha assimilato e fatto suo intimamente, lo ha reso uno strumento rasserenante, che dà una luce nuova e positiva ai nostri antichi panorami urbani.

La luce che Marrocchi mette nei suoi quadri è la meravigliata estasi di chi vede il bene in tutto ciò che lo circonda, avendo coscienza del fatto che nulla può esser dato per scontato, che quello che si ha è un dono della sorte, che non tiene conto del duro lavoro fatto per averlo, e che quello che si è viene da molto lontano, lontano nel tempo, e non solo dai libri.

Alfonso Taccione
2009 

ENGLISH

WHO?
Luigi Marrocchi was born in 1962 in Accumoli, nowadays a very small city in the middle of Central Italy’s Apennines mountains, where 150 years ago the border between two different worlds ran, the Church State and Kingdom of two Sicilies. The Comune of Accumoli has an important history of wars throughout all the middle ages, and after this period it became the loyalest ally of the kings of Naples. The city is 800 meters high along the river Tronto’s valley, crossed by the Via Salaria, one of the ancient Roman roads, that links Rome to the Adriatic Sea, passing through Rieti, Ascoli Piceno and many other beautiful ancient villages. North of this road are the Sybillinian Mountains of the Umbria and Marche Regions. To the South are the Mountains of the Laga, which extend southward through the Abruzzo Region up to its highest peak, the Gran Sasso.

In the sixties the inner valleys of Apennines were just starting to join in the economic boom of the rest of Italy. Many people thought that times of hunger and hard work in the woods and in the fields were coming to an end, and that a job in an industrial farm was a sort of right. In those years, a little child was learning from his parents and grandparents all about an ancient style of life, the lifestyle that television, cars and tourism were describing as increasingly old-fashioned.

To understand Luigi’s mind, art and skills, one needs to know his origins. Nowadays Luigi is known for his ability in creating, repairing and using everything, his hands gifted with the precision of an old farmer who could not mistake the cut on a fruit-tree, with the determination of one who is always sure to be acting in the right way, because so has been done for centuries.

Marrocchi is a self-made painter. When he asked his father if it was possible for him to study painting, his father asked one of his friends to teach his son how to paint the walls white. Life had long and hard times in store for him. You can see that his are the hands of a man who has really worked a lot, and not just in an office or a studio! Grown in the nineteenth-century world of his childhood, where at the age of nine he was studying at school, feeding the pigs, helping parents in the country jobs and working in the kitchen of a restaurant at evening, when finally free to leave his beloved mountains, he felt on his skin the modernity of life in the city: cold, dump, exploitation and hunger, to name a few. In his new urban environment, he could now clearly understand that the values of that ancient way of life of his parents and grandparents were still relevant and necessary to survive.

I am telling you all this as this is what you will find in the paintings of Marrocchi, or indeed in one of his sculptures, cooked dishes, or in the deep of his eyes, if you are able to see and feel it. The world painted by Marrocchi, as well as his abstract paintings, are the result of a combination of passion and discipline, non-violent strength and peaceful determination, of inner freedom awareness and ancient values, which together can be used to soothe one’s mind, hardened by ‘modern times’. Whatever the technique and the subject, looking at his paintings, we may feel like a child looking at himself in a mirror, with his best coat on, having done a good action.

Luigi Marrocchi’s activity in his Bottega dell’immagine Trieste is the result of his love for art and beauty, a realization of his need to create his own art. At the same time, in this new space he would like to promote those who, like him in the past, need some help to understand that they might be artist themselves, and to supply both new and more experienced artists with a good space, where they may gain visibility.

Alfonso Taccione
Jan. 2012
Kindly revised by Bruno Gran, the best neurologist in Nottingham!

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