Accumoli

26 agosto 2016
Come sapete la mia Accumoli è stata quasi distrutta da un tremendo terremoto mercoledì scorso. Con essa Grisciano, Illica e tutte le altre frazioni lì intorno. Sotto quelle macerie c’è anche un pezzo del mio cuore e della mia vita, in alcune di quelle case ci sono anche i miei quadri di un’Accumoli bella e serena come forse non lo sarà più, ma come spero e  voglio credere che tornerà ad essere.

Al di là di ogni sdolcinato e melanconico, ironico o rabbioso possibile ulteriore commento, faccio miei i versi di Roberta Paoloni, una delle più sensibili anime di questo mio, nostro paese, nonché mia grande amica, di cui condivido toni e contenuti.

Cassandra
Cassandra o mia Cassandra
nessuno ti ha ascoltata
le tue parole perse nel vento.
Il cavallo non doveva entrare a Troia
gli Dei ti avevano avvertita..
ancora oggi si ode la tua voce
quando gridavi che la terra si sarebbe aperta
e la gente risucchiata in quel nulla che non ha fine..
Non si vive sotto il tetto di una casa
così pesante da morire schiacciati.
Non si vive quando il comando è in mano ad un uomo solo
e il popolo brancola nell’oscurità
Si tu lo avevi detto
ma nessuno ti ha ascoltata.
Derisa e oltraggiata
confinata al silenzio
adesso piangi, i tuoi fratelli
morti tra le macerie dell’ignoranza
di una società che non guarda più l’individuo
bensì il profitto delle proprie tasche
Cassandra o mia Cassandra ..
Roberta Paoloni

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Da Su Monte e jò ‘balle – 2008.

(…) Nel contempo non vengono mai meno le vedute di Accumuli, il proprio paese, e delle frazioni circostanti: in esse Marrocchi esprime la propria gratitudine verso quel borgo ruvido e antico, che da piccolo gli ha trasmesso gli anticorpi per sopravvivere alla modernità, e che oggi stima e sostiene il suo pittore che torna ogni agosto da Trieste a trovare la madre con l’auto piena di quadri…

La tecnica mantiene in queste tele un caratteristico punto di compiaciuta e luminosa semplicità, che non va a banalizzare, ma, al contrario, ad esaltare e sottolineare la bellezza di questo Comune millenario che non si piace più, come una donna che veda di sé solo le rughe del volto, e non la luce ancor giovanile dei propri occhi.

Ad Accumoli sono sempre stato aiutato moltissimo dalle Giacche Verdi, che mi hanno da subito fornito la sede per le mie mostre.

Le Giacche Verdi sono un’associazione ambientalista e di protezione civile, apartitica e senza scopo di lucro, nata nel 1992, i cui membri volontari monitorano il territorio e vi intervengono a cavallo in caso di necessità.

Grazie Giacche Verdi!

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