Volle la terra di Ferdinad Goetz

Pubblico di spessore sabato 10 dicembre alla Bottega dell’immagine Trieste per l’inaugurazione della mostra “Volle la terra” di Ferdinand Goetz, poliedrico artista austriaco – è anche, fra l’altro, attore e scrittore – ben noto in Patria e all’estero.
La mostra sarà visitabile con ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 12:30,
lunedì, mercoledì, venerdì e sabato anche il pomeriggio dalle 17 alle 20,
fino a venerdì 23 dicembre 2016.

Ho conosciuto Ferdinand Goetz ieri sera all’inaugurazione della mostra, ed ho ascoltato la brillante presentazione che ne ha fatto la pittrice Qingyue Qing Yue. Classe 1955, originario dell’Alta Austria, fra i cui monti, come lui tiene a ricordare, andavano a villeggiare il Kaiser e Sissi, e dove oggi, dopo lungo peregrinare nel mondo, egli risiede in quella che un tempo fu la cucina dove si sfornavano i pasti della imperial-regia coppia, a Bad Ischl.

Goetz è artista di indubbio spessore, difficile da inquadrare in un campo culturale preciso. Egli infatti porta in se, oltre a un forte DNA austriaco, gli imprinting di lunghe esperienze a Parigi, a Londra, in India, e molte altre, che non hanno certo esaurito la sua curiosità, e che tutte hanno contribuito a fare di lui un uomo (forse apparentemente) disinvolto e forte, un artista certamente ricco di stimoli. Goetz fa dei colori puri, più che del segno, l’alfabeto minimal di un suo linguaggio pittorico, somma di tutti i linguaggi possibili, con cui esprime i propri sentimenti sulle tele o sulle tavole, attraverso un lungo lavoro di decodifica che si traduce in luminose sovrapposizioni cromatiche che possono durare il lavoro di mesi. Ma l’istinto di comunicare è così forte che Goetz, nel suo grande studio, spesso porta avanti anche cinque opere contemporaneamente.

Goetz ha curato direttamente con Luigi Marrocchi l’allestimento della mostra: ne è risultata una mostra attraente, allegra e scanzonata, senza inutili solennità, che ti spara in faccia delle grandi risate colorate e piene di luce che il pubblico ha molto apprezzato. E’ insomma una mostra che ti dà il buon umore, come un racconto a lieto fine cantilenato in un musicale dialetto austriaco da un uomo che ha imparato sulla sua pelle ad amare la vita. E’ come una chiacchierata a tu per tu con Ferdinand Goetz, artista convincente e divertente.

Alfonso Taccione
Trieste, 11 dicembre 2016